Posta su un suggestivo sperone roccioso che domina la Valle di Soraggio, la chiesa sorge nel punto più alto del borgo fortificato di Rocca Soraggio. Originaria della fine del XIII secolo (1296–1299), fu inizialmente dedicata a San Rocco, poi a San Martino, e solo recentemente ha assunto l’attuale titolo di Natività di Maria.

E’ conosciuta anche come Eremo del Volto Santo perché al suo interno costudisce un crocifisso tunicato (alto 2 m, braccia 1,74 m), risalente al XIII–XIV secolo. Realizzato in legno, veniva ricoperto di cartapesta e tela nel XVI secolo. Ispirato al Volto Santo di Lucca, il crocifisso, restaurato alla fine degli anni novanta, è una delle più antiche sculture lignee del Volto Santo conosciute. Il Volto di Soraggio si distingue per la sua raffinata lavorazione: il volto è allungato, i tratti stilizzati ma intensamente espressivi. La tunica lunga fino ai piedi (colobium) è scolpita con pieghe rigide ma armoniose. La presenza del colobium, invece del perizoma, è un altro legame diretto con il Volto Santo di Lucca.

All’interno della chiesa è visibile anche una copia del trittico della Madonna in trono realizzato da Pietro Da Talada nella 1463 e rubato nel 1926; due pale del dell’originale trittico si trovano oggi a Lucca al Museo di Villa Guinigi.

Madonna in Trono – Storia di un’opera artistica recuperata

L’opera d’arte rimase dispersa fino agli anni 90, quando la Fondazione CRL acquistò ad un’asta la pala centrale, “Madonna con il bambino”, affidando l’opera al museo pubblico.
I carabinieri tutela patrimonio culturale, saputo del rinvenimento, sequestravano la pala sinistra di San Giovanni, affidando l’opera al museo pubblico riunendo così le due pale.
Da uno studio accurato si è scoperto l’artista sconosciuto, grazie all’unico quadro firmato “Petrus da Talada nel 1463”, che fino a quel momento era denominato “maestro di Borsigliana”.
La storia narra che Gioanne de Soraggio, commerciante di pelli, commissionò la prima opera dell’artista, il trittico di Rocca Soraggio, con la pala centrale raffigurante la Madonna con il bambino, a sinistra San Giovanni, a destra San Pietro, con sotto l’ultima cena che univa le tre pale.
Sulle orme di Petrus da Talada si scopre inoltre che la Garfagnana è ricca di queste opere, potendo vedere altri quadri all’interno delle chiese di Borsigliana, Vitoio, Corfino e Capraia.

PER INFORMAZIONI

Aperta da giugno a metà agosto dalle 14:00 alle 19:00; la mattina spesso su appuntamento

Flavio +39 339 5060633

La chiesa, inserita in un borgo disabitato, è raggiungibile a piedi, in pochi minuti dal parcheggio.

La vista e sulla vallata dalla terrazzina panoramica è spettacolare.

La Chiesa aderisce al progetto “Sulle orme di Pietro da Talada il Maestro di Borsigliana” contattando Flavio 339 5060633 è possibile prenotare una visita guidata e apporre il Timbro sul passaporto che mette in rete le cinque chiese della Garfagnana che ospitano le opere del Maestro.

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